Sindrome metabolica? Come invertire il trend con la dieta mediterranea!

Sindrome metabolica e dieta mediterranea

La sindrome metabolica, una sindrome da insulino-resistenza, è definita come un raggruppamento di fattori di rischio di origine metabolica infatti porta obesità addominale, ipertensione, dislipidemia e glicemia a digiuno.

Le ricerche hanno dimostrato come spesso i fattori legati allo stile di vita che dipendono dall’insulino-resistenza (come alti livelli sierici di insulina, adiposità addominale, elevata assunzione di energia, consumo di latte e bassi livelli di attività fisica) siano stati associati a una maggiore penetranza del carcinoma mammario nei portatori di mutazione BRCA (donne cioè che hanno un elevato rischio di sviluppare tumori al seno e all’ovaio).

Si ritiene che l’eziologia della sindrome metabolica implichi una complessa interazione tra fattori genetici, metabolici e ambientali. Inoltre aumenta il rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e diversi tumori, incluso lo stato postmenopausale.

La dieta mediterranea è una dieta a basso contenuto proteico che comporta un elevato consumo di prodotti a base di cereali non raffinati (in Italia principalmente pane e pasta a base di grano duro), legumi, verdure, olio d’oliva, noci, frutta, moderate quantità di vino, occasionalmente pesce e formaggio, e raramente altri prodotti di origine animale. Questo tipo di alimentazione è recentemente emerso come un modello dietetico sano che riduce la resistenza all’insulina.

Studi prospettici hanno mostrato una relazione inversa tra l’ aderenza alla dieta mediterranea e la comparsa della sindrome metabolica, dimostrando anche che quest’ultima può essere invertita seguendo una alimentazione ‘mediterranea’.

Modificando l’iter della sindrome metabolica può diminuire anche il rischio di comparsa del carcinoma mammario.

Lo studio

In uno studio di intervento dietetico su portatori di mutazione BRCA, abbiamo valutato l’adesione alla dieta mediterranea in associazione alla sindrome metabolica, analizzando i dati del Mediterranean Diet Adherence Screener (MEDAS).

Metodo: Tutte le portatrici di mutazione BRCA, con o senza BC, di età compresa tra 18 e 70 anni, erano eleggibili per lo studio. Dopo gli esami di base, le donne sono state divise in due gruppi: uno di intervento dietetico e un gruppo di controllo. Entrambi i gruppi hanno completato il MEDAS all’inizio e alla fine dell’intervento dietetico.

Risultati: Un totale di 163 donne ha completato i 6 mesi di intervento dietetico. Rispetto ai controlli, le donne nel gruppo di intervento hanno ridotto in modo significativo il consumo di carne rossa e dolci commerciali e il loro punteggio MEDAS è aumentato in modo significativo . I parametri della sindrome metabolica sono diminuiti con l’aumentare dei punti di aderenza al punteggio MEDAS .

Conclusione: le donne portatrici di mutazione BRCA hanno registrato un miglioramento nei parametri della dieta mediterranea e della sindrome metabolica.

Questo è il primo studio di intervento dietetico sui pazienti portatori di mutazione BRCA basato sulle ricette della dieta mediterranea e macrobiotiche.

I risultati sono incoraggianti e aprono un nuovo modo di pensare alla prevenzione nelle famiglie ad alto rischio. Con esercizi strutturati e adattamenti dietetici, i portatori di mutazioni saranno in grado di svolgere un ruolo autonomo nella prevenzione del cancro, che contribuirà a rafforzare la loro indipendenza dai farmaci.

 

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