Medicine complementari in oncologia: i lavori sono aperti!

L’utilizzo di medicine complementari è molto diffuso tra i pazienti in terapia oncologica (si va da un terzo fino alla metà dei malati di cancro mondiali).

L’obiettivo di questa ricerca è di descrivere la prevalenza dell’uso di medicine complementari e visualizzare l’effettivo potenziale di interazione con i trattamenti antitumorali in un centro accademico di oncologia.

Lo studio

È stato condotto uno studio trasversale tra i pazienti sottoposti a trattamento di tumore.

Tra 132 pazienti inclusi, il 56% aveva usato delle medicine complementari a partire dalla diagnosi del cancro e il 45% le stava usando durante il trattamento del cancro al momento del sondaggio.

I principali metodi utilizzati erano tè verde (35%), tisana (35%), omeopatia (27%), integratori alimentari (27%) e medicinali a base di erbe (27%).

Una piccola maggioranza di pazienti (58%) ne ha parlato spontaneamente col proprio oncologo.

Lo studio mostra, in conclusione, una netta rilevanza dell’uso delle medicine complementari durante le terapie oncologiche (circa il 45% dei pazienti trattati).

Pertanto, il ruolo dell’oncologo e di altri medici è essenziale per comprendere le ragioni che spingono i pazienti ad usare queste alternative in modo da poterli meglio indirizzare, prevenendo eventuali interazioni o effetti collaterali con la cura in corso, se ve ne fossero.

E’ necessario quindi promuovere una strategia di farmacovigilanza attiva per le medicine complementari che aiutino a generare prove migliori, ad esempio documentando sia la presenza che l’assenza di problemi durante l’uso di queste e incoraggiando i pazienti a contribuire segnalandone l’uso e gli eventuali effetti collaterali.

Sarebbe inoltre utile erogare agli operatori sanitari un’ istruzione sufficiente e strumenti specifici per aiutare i pazienti. L’oncologo potrebbe così avere gli strumenti per indirizzare, date le condizioni specifiche di ogni paziente e i sintomi individuali, verso la cura migliore per il loro caso.

Poichè tali strumenti presentano limiti pratici (ad esempio il vasto numero di sostanze e i rapidi progressi nei trattamenti oncologici) è necessario sviluppare centri di medicina integrativa nei servizi di oncologia per promuovere la collaborazione interdisciplinare tra pazienti, medici, oncologi e ricercatori specializzati in questo campo.

Per lo studio completo clicca qui

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