Il colore degli alimenti e la Medicina Cinese

Da quando flavonoidi (rosso) e antociani (blu e viola) sono diventati nomi comuni nel nostro linguaggio quotidiano, (i flavonoidi sono conosciuti in particolar modo per le attività antiossidanti, per le attività protettive e rinforzanti il microcircolo e i capillari e per le attività simil-estrogeniche; gli antociani anche loro con azione antiossidante vengono da alcuni paragonati a un vero e proprio antidoto naturale contro l’invecchiamento) i banchi di frutta e verdura dei supermercati si sono riempiti di cartelli colorati che richiamano queste proprietà.

Ancora una volta le “scoperte” moderne sembrano rivalutare ciò che già era noto nella medicina tradizionale e in quella cinese in particolare.

In medicina cinese infatti, tutti gli alimenti così come le piante medicinali, vengono classificati per natura (riscaldante o rinfrescante) e sapore (aspro, amaro, dolce, piccante e salato), definendone le proprietà e indicazioni. Esiste però un’ulteriore classificazione, quella del colore, il quale li lega ad un particolare elemento e conseguentemente ad un organo e alle sue funzioni.

Il rosso corrisponde al sistema Cuore. Gli alimenti rossi sono più appropriati d’estate, essi aiutano a nutrire il sangue, migliorare la circolazione sanguigna e rafforzare lo yang (calore). Il sistema cuore “governa le attività mentali” quindi questi alimenti nutrono il cervello.

Di solito sono indicati per trattare, anemia, palpitazioni, estremità fredde, pallore, debolezza, ecc.

Il nero, (ma anche il blu e il viola) è collegato al sistema Rene. Gli alimenti di questo colore sono più adatti d’inverno, una stagione durante la quale è importante immagazzinare energie. Il Rene è la nostra banca energetica ed ad esso è spesso collegata la nostra longevità.

Poi troviamo il verde, collegato alla stagione primaverile e all’organo del Fegato e il bianco, associato all’autunno e al Polmone.

Una curiosità che deriva da un recente studio pubblicato su Neurology: per proteggere il cervello, non possono mancare nella dieta alimenti rosso-arancio e blu-violetto. Infatti, il contenuto di flavonoidi e antociani presenti in frutta e verdura con queste tonalità di colore, sarebbe in grado di rallentare e ridurre il rischio di declino cognitivo fino al 20%.

Il binomio sembra essenziale per dare più salute al cervello. Vi sarebbe evidenza che consumare cibi di ‘qualità’ rosso-arancio come fragole, arance, peperoni e mele, ricchi di flavonoidi e blu-violetto come more, mirtilli e ciliegie, fonte di antociani, favorisca il potenziamento di alcune facoltà mentali, prima fra tutte la memoria e la riduzione del 20% del declino cognitivo.

Il ‘test’ è emerso da uno studio dell’Università di Harvard (US), che sembra attendibile in funzione dei grossi numeri e della durata. Sono stati infatti seguiti 45mila donne e 28mila uomini, rispettivamente con età media al momento dell’ingresso nello studio di 48 e 51 anni. Attraverso appositi questionari di autovalutazione i volontari sono stati monitorati per 20 anni, con l’intento di capire un potenziale legame tra abitudini alimentari perseguite e salute mentale.

Particolare attenzione è stata riservata ai consumi di frutta e verdura. Ed ecco l’importanza dell’altro elemento: la quantità.

Incrociando i dati su dieta e capacità cognitive è emerso che coloro che consumavano quotidianamente cibi a più alto contenuto di flavonoidi, raggiungendo circa i circa 600 milligrammi, avevano un rischio del 20%in meno di sviluppare declino cognitivo rispetto alle persone che raggiungevano un consumo di circa 150 mg al giorno di pigmenti rosso-arancio o blu-violetto.

Per fare qualche esempio: 100 grammi di fragole contengono 180 milligrammi di flavonoidi, 113 altrettanti grammi di mele, mentre una porzione di peperoni ne conta all’incirca 5 milligrammi.

La qualità che differenzia

I ricercatori sono andati oltre e hanno scoperto che i flavonoidi migliori per preservare le facoltà cognitive erano contenuti in alcuni alimenti (spezie e frutta e verdura rossa-arancione) che si associavamo a un rischio di declino cognitivo inferiore del 38% che per il cervello significa tra i tre e i quattro anni di maggior vigore.

Anche gli antociani, contenuti in alimenti blu-violetto come mirtilli (una porzione da 100 grammi è pari a 164mg), more e ciliegie, seppure efficaci hanno mostrato risultati in termine di benefici più bassi con un miglioramento sul declino cognitivo ‘solo’ del 24%.

I volontari con esiti migliori sono stati i consumatori a lungo termine di almeno mezza porzione al giorno di alimenti quali succo d’arancia, arance, peperoni, sedano, pompelmi, mele e pere. «È possibile l’azione anche di altri fitochimici – ha dichiarato Walter Willett dell’Università di Harvard a capo dello studio – tuttavia una dieta colorata ricca di flavonoidi, in particolare di flavonoidi e antociani, sembra essere una buona strategia per mantenere in salute il cervello a lungo termine».

Sembrerebbe comunque valere la regola che, per adottare buone e sane abitudini, non è mai troppo tardi: qualche beneficio ne deriva sempre.

Pare infatti che i ricercatori abbiano osservato un rallentamento / miglioramento del declino cognitivo sia fra i consumatori di lunga data di flavonoidi sia fra i neofiti di un menù colorato.

Per cui…riempiamo di colore le nostre tavole! 🙂

Bibliografia

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