Qigong: rafforzare il corpo e le difese con l’esercizio del Palo Eretto

Fabio Zampieri

In questi giorni di COVID si è spesso parlato di esercizi cinesi per la riabilitazione, ma uno poi pensa: ” come faccio a imparare e fare adesso esercizi di questo tipo?”

L’esercizio di Qigong del Palo Eretto potrebbe essere una risposta…vediamo come!

Oggi mi è arrivata una vignetta di Omar Simpson che diceva:

“È la prima volta che siamo chiamati a salvare il nostro paese grattandoci i …. Non possiamo fallire!!!”

Beh il messaggio potrebbe benissimo adattarsi a descrivere l’esercizio del Palo Eretto!

Ad un osservatore esterno il praticante, di fatto, appare in piedi, fermo immobile, a volte con le braccia sollevate nell’atto di “avvolgere” qualcosa tra le braccia … come abbracciando un albero.

qigong pratica palo eretto

L’esercizio è talmente “semplice” che disarma il principiante, in quanto pensa “per quale ragione il non far niente in piedi, immobile mi dovrebbe far bene?”

Eppure è universalmente riconosciuto e provato, sia in Oriente che in Occidente, come questo esercizio sia uno dei più antichi ed efficaci che si sia.

La sua esecuzione regolare e continuata per almeno 15′-30′ al giorno, in una o due trance, favorisce un rasserenamento della mente e dà forza al corpo: stabilizzando quindi gli elementi base per un rafforzamento/regolazione del nostro sistema immunitario.

energia qigong

L’esercizio ha poche necessità e attenzioni:

Vestiario: caldo, comodo e sconsiglio di farlo a piedi scalzi o solo con i calzini.

Ambiente: non disturbato. Per regolare il tempo, mettetevi della musica o contate le respirazioni ma NON mettete una sveglia.

Respirazione: addominale il più naturale possibile, immaginate che il vostro respiro arrivi in un punto situato dietro l’ombelico.

Attenzioni: teoricamente si dovrebbe puntare a fare il “vuoto mentale” ossia a non pensare a nulla per favorire la libera circolazione energetica.  Nella pratica, soprattutto se non siete abituati a questa tipologia di esercizi, può essere utile inizialmente prestare attenzione al proprio respiro e al fatto di condurlo all’ombelico e contare le respirazioni che con il passare del tempo diventeranno sempre più regolari e lente.

Non preoccupatevi se vi vengono dei pensieri di altro genere, quando ve ne accorgete, tornate a pensare alla vostra respirazione.

È un esercizio e come tale richiede un po’ di allenamento…quindi un po’ alla volta vi riuscirà sempre meglio.

L’ostacolo più grosso?

Siamo noi stessi e l’idea iniziale che questo “far nulla” possa essere utile veramente a qualcosa. O alla giustificazione che per eseguirlo serva un training molto specifico.

Ho girato un breve video per mostrarvi una delle posizioni più comuni.

Se volete un buon libro sull’argomento consiglio “Qigong” di Kenneth Cohen.

Buona pratica! 🙂

 

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