Okra & Salute

Nella cucina orientale è da sempre impiegato come alimento, oltre che in qualità di medicamento e la moderna fitoterapia sta suggerendo alcuni interessanti utilizzi non solo del frutto, ma di molteplici droghe vegetali ottenute dalla pianta comunemente conosciuta come Okra (o Gombo, Abelmoschus esculentus L.) la cui presenza nel nostro panorama alimentare, anche grazie alle continue contaminazioni culinarie derivanti dalla globalizzazione, è sempre più comune.

Di questa malvacea così caratteristica della tradizione asiatica (cinese ma anche indiana, riscontrabile comunemente in molte preparazioni sia in MTC sia nell’Ayurveda) si sono studiati in vitro ed in vivo, negli ultimi anni, non solo la composizione fitochimica ma anche la validità dei vari impieghi tradizionali; anche qualche timido studio clinico sta recentemente emergendo a completamento dei dati ottenuti su modelli animali. Tra le varie attività utili in campo fitoterapico spiccano certamente quelle relative al trattamento del diabete e delle sue principali complicazioni, quali glomerulopatie e nefropatie, ascrivibili ai flavonoidi, alle lectine e ai numerosi glicosidi attivi contenuti nel fiore, nella scorza del frutto e nei semi. Sembrerebbe inoltre -ma sono necessarie ulteriori conferme- che l’okra sia in grado di esprimere effetti ipoglicemizzanti sia in diabete di tipo 1 che di tipo 2, costituendo una rarità nel mondo vegetale. In particolare i suoi estratti si sono rivelati efficaci nel miglioramento dei più importanti parametri ematologici (glicemia, livelli di HbA1c), risultando attivi anche nell’inibizione di enzimi chiave del metabolismo glucidico quali alfa-amilasi e alfa-glucosidasi.

Non inferiori i risultati in ambito lipidemico: dati in vivo mostrano attività sia su ipercolesterolemia sia su ipertrigliceridemia. Buone indicazioni in senso immunomodulatorio arrivano invece da studi in vivo relativi alle fibre del frutto tal quale e ai suoi estratti, cui sono attribuite anche attività gastroprotettive; le azioni antinfiammatorie ed antiossidanti sono infine ascrivibili al contenuto in flavonoidi, in particolare quercetina e suoi glucosidi, di cui sembra essere particolarmente ricco.

In ultimo, dato non da poco, la somministrazione di droghe vegetali o estratti di Okra non ha provocato insorgenza di effetti collaterali o avversi, mostrando un elevato profilo di sicurezza. Da questi dati, certamente preliminari, ancora non si può ipotizzare un rapido ingresso di estratti di Okra in protocolli terapeutici; molte conferme sono ancora da ottenere, soprattutto in termini di efficacia, a conferma dei buoni risultati ottenuti in vivo. Il suo utilizzo alimentare invece è non solo sicuro, ma anche consigliabile: oltre che salutare (il profilo organolettico e nutrizionale dei frutti è sicuramente validissimo), infatti, una pietanza a base di frutti di Okra sa essere anche molto buona.

Islam MT, Phytochemical information and pharmacological activities of Okra (Abelmoschus esculentus): A literature-based review, Phytother Res, 2018.

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