La pianta appartenente alla famiglia delle araliacee con una varietà di specie.
Il suo gambo bulboso è commestibile, per scopi medicinali si utilizza il taro crudo.
Natura e sapore: piccante e moderato. Il taro crudo è leggermente tossico.
Componenti: contiene proteine, grassi, amido, calcio, fosforo e ferro. Contiene pure mucine, saponine, carotene e vitamine B1, B2 e C.
Azione farmacologica: la pianta ha un’azione di nutrimento su milza e stomaco e possiede azioni antinfiammatorie e analgesiche.
Indicazioni: Uso interno: tumefazione dei nodi linfatici, linfoadeniti tubercolari. Uso esterno: foruncoli, favi, ulcere e mastiti. (Cai Jingfeng)
Il taro rappresenta l’ingrediente base nell’alimentazione di molte popolazioni dell’Africa, dell’Oceania e delle isole Hawaii. Le parti commestibili della pianta sono i cormi e le foglie, ricche di vitamina A e C. Il cormo fresco contiene circa due terzi di acqua e il 13 – 29% di carboidrati e l’1.2 – 3.0% di proteine. La foglia contiene circa il 23% di proteine su base secca ed è anche una ricca fonte di calcio, fosforo, ferro, vitamina C, tiamina, riboflavina e niacina, che sono importanti costituenti della dieta umana.
Il taro ha proprietà nutrizionali equivalenti alla patata comune, ma quantità più elevate di calcio (quindi è indicata in diete per chi presenta carenze di calcio), un quantitativo doppio di ferro, ma molta meno vitamina C. Secondo recenti ricerche, i rizomi del taro sono un’importante fonte di amidi rispetto a tutti gli altri vegetali, anche per la dimensione stessa dei granuli di amido, 10 volte inferiori a quelli della patata, che rendono migliore la cottura e la digeribilità.
Il taro è povero di proteine vegetali (attorno all’1%). Il taro offre altresì un buon apporto di vitamine del gruppo B e di potassio.
Si tratta di un alimento altamente digeribile che, a differenza delle patate non provoca un innalzamento dei livelli di glicemia nel sangue e che per questo motivo può essere consumato anche da chi soffre di diabete. Apprezzato per il suo effetto diuretico, il taro ha proprietà antiossidanti dovute alla presenza di antociani ed è utile per proteggere e rafforzare il sistema immunitario, effetto della vitamina C.
Il taro ha un sapore leggermente dolce e terroso, simile a quello della patata dolce, ma con una consistenza più densa e fibrosa. Le radici di Taro possono essere cucinate in molti modi diversi, e il sapore può variare a seconda del metodo di cottura.
In generale, il Taro è una pianta nutriente e versatile, che può essere utilizzata in molti piatti diversi per arricchire la dieta con carboidrati complessi, fibre e sostanze nutritive.
Come cucinare il taro
La sua radice è tossica, non va mangiata cruda (causa forte bruciore alla mucosa faringea) ed è quindi necessario bollirla prima di consumarla.
Fra l’altro, si deve stare attenti anche a non toccarsi gli occhi dopo averne maneggiato la polpa, perché può causare forti irritazioni. Meglio usare i guanti.
Il taro si consuma bollito, cotto a vapore, arrostito o in purea, ma lo si può anche grigliare a fette oppure friggere.
Utilizzo in cucina
Il taro può essere utilizzato sia per piatti dolci che per piatti salati. Ecco alcuni esempi:
- Pappa di Taro, tradizionale delle Hawaii, fatta con le radici cotte e schiacciate con acqua. Viene spesso servita come accompagnamento per i piatti principali.
- Chips di Taro: fette sottili di radice fritte fino a diventare croccanti e servite come snack o antipasto.
- Curry di Taro: le radici possono essere aggiunte a un curry di verdure insieme ad altre verdure come patate, carote e cipolle.
- Taro al forno: le radici possono essere tagliate a cubetti e cotte al forno con un po’ di olio e spezie per creare un contorno sano e gustoso.
- Hummus di Taro: le radici cotte possono essere utilizzate come ingrediente principale per la preparazione di un hummus vegano e senza glutine.
- Taro bollito: le radici bollite (o cotte al vapore) possono essere servite come contorno con una salsa di burro e aglio o con un po’ di sale e pepe.
In generale, le radici di Taro possono essere utilizzate come sostituto della patata in molti piatti tradizionali, come purè, zuppe e stufati.
Nella tradizione cinese il taro viene impiegato per farcire deliziosi ravioli, mentre in Giappone lo accostano a un profumato brodo di pesce.
Per chi invece vuole cimentarsi nel terreno del conosciuto, consigliamo di usare il taro per preparare una “semplice” quanto gustosa purea: basterà cuocerlo al vapore e poi schiacciarlo aggiungendo latte o acqua.
