Omeopatia: Colocynthis un cetriolo dalle molte propietà

Colocynthis , nome scientifico per il cocomero o cetriolo amaro, è una pianta rampicante mediterranea della famiglia delle Cucurbitacee dal quale si ricava l’omonimo rimedio omeopatico.

Storicamente questa pianta era già conosciuta al tempo degli Egizi , utilizzata prevalentemente come purgante drastico, e viene addirittura citata nella Bibbia e nei papiri di Ebers (c. 1550 a.C.) per le sue proprietà curative e la sua pericolosità.

La diluizione e la dinamizzazione omeopatica rendono innocua questa pianta e anzi capace di estrinsecare molte proprietà curative che la sostanza grezza non dinamizzata non possiede.

A partire dalla polpa essiccata del frutto, si ottiene una tintura madre che contiene cucurbitacine (dagli effetti antinfiammatori ed analgesici) ed elaterine (sostanze ad azione purgativa e dalle proprietà antitumorali).

Quando viene usato?

Il Colocynthis è molto utile nella cura di dolori parossistici insorti dopo situazioni conflittuali forti che hanno suscitato sentimenti di indignazione da vessazione subita e collere violente.

Il rimedio Colocynthis è indicato per quei pazienti che esprimono in sofferenza prevalentemente nel: sistema digerente, sistema nervoso periferico e vescica biliare.

Secondo il principio delle costituzioni omeopatiche, il rimedio per agire deve corrispondere ad una caratteristica del paziente e/o a un disagio psichico.

In questo senso le caratteristiche comportamentali del Colocynthis sono : è un soggetto impaziente e facilmente irritabile. Subisce effetti negativi provocati da rabbia, indignazione, eccitamento. Pauroso e taciturno.

Sul piano fisico si usa:

  • per l’ azione spasmolitica sulla muscolatura liscia (per questo è indicata a livello dell’apparato digerente per curare dolori epigastrici crampoidi, coliche epatiche, colonpatie spastiche, diarree dolorose con tenesm)
  •  a livello dell’apparato urinario per le coliche renali, specie quelle a sinistra
  • a livello dell’apparato genitale per la dismenorrea e i dolori mestruali di tipo crampiforme.
  • È indicata anche per curare le nevralgie, specie quelle facciali, insopportabili e parossistiche, che agitano il malato fino a farlo gridare
  • Per i dolori sciatici o crurali caratterizzati da dolori lancinanti e folgoranti lungo il decorso del nervo, accompagnati da una sensazione di intorpidimento.

Peggiora: con la collera o l’indignazione, dopo un torto subito, con il riposo.
Migliora: con il calore, con il movimento, con una forte pressione sulla zona dolente, piegandosi in due o flettendo il tronco sul bacino o piegando una parte di un arto sull’altra.

Non solo in omeopatia…

Questa preziosa pianta però non viene utilizzata solamente nella medicina omeopatica.  La medicina allopatica infatti la adopera soprattutto nella cura delle malattie reumatiche grazie alle sue proprietà diuretiche e purganti.

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