Il pavimento pelvico: questo sconosciuto!

Ft. Bisello Anna

Ultimamente, molte più persone sono consapevoli di questa loro parte del corpo, ma spesso se ne parla solamente in relazione a donne in gravidanza o post-gravidanza.

Ma c’è molto di più…

Prima di tutto: cos’è il pavimento pelvico?

Ad oggi la zona del pavimento pelvico, anche detto perineo, è una zona del corpo scarsamente conosciuta, anche se di fondamentale importanza per il benessere e la salute di ogni donna (e anche ogni uomo!)

Si tratta di un’area romboidale formata da vari muscoli, legamenti e tessuto tendineo, che chiude l’addome nella parte inferiore e sostiene il peso dei visceri e degli organi interni.  Si estende dalla sinfisi pubica al coccige, circondando l’uretra, la vagina (nelle donne) e l’apparato ano-rettale e lateralmente arriva alle tuberosità ischiatiche.

perineo

Perché è così sconosciuto a molti?

Il pavimento pelvico è stato a lungo ignorato per diverse ragioni.

Innanzitutto, si tratta di un’area relativamente “nascosta” del nostro corpo: è una parte compresa tra le cosce che non vediamo e non possiamo identificare bene.

Se pensiamo a quanto siamo poco consapevoli di un nostro braccio o di una nostra gamba, possiamo ben immaginare la distanza che generalmente si ha con la conoscenza del perineo!

In secondo luogo, il pavimento pelvico è la regione anatomica fondamentale per le funzioni di minzione, defecazione e per tutta la sfera della sessualità. Questi sono ancora oggi argomenti legati a pudori sociali o tabù culturali che portano la zona del perineo ad essere sempre stata una parte “oscura” di cui si ignora l’esistenza.

C’è anche da dire che solo negli ultimi tempi la medicina ha riconosciuto la centralità e l’importanza del pavimento pelvico nel benessere delle persone. Il ruolo del perineo infatti non interessa solamente le donne in gravidanza o post-gravidanza, ma influenza lo stato di benessere generale della donna e dell’uomo.

Perchè è così importante? E quali sono le problematiche legate a questa parte?

Un buon funzionamento del pavimento pelvico nelle donne può andare a migliorare problematiche importanti quali prolasso, incontinenza, vaginiti e dolori durante i rapporti sessuali (nell’uomo può aiutare in caso di eiaculazione precoce o problemi di erezione).

Fortunatamente negli ultimi anni si sta raggiungendo una maggior sensibilità riguardo a questi argomenti e si ha una maggior attenzione, teorico e pratica, nei confronti di approcci di tipo conservativo e non chirurgico.

Perché insorgono questi problemi?

È importante soffermarsi a riflettere su questo argomento a vari livelli.

Non solo pensare alle problematiche legate alla donna durante un periodo speciale come la gravidanza o il parto, ma anche a ciò che accade al corpo della donna in tutta la vita, soprattutto nelle situazioni della vita quotidiana in cui non ci si fa attenzione.

Ci sono molti momenti nei quali il pavimento pelvico viene sottoposto a pressioni e stress che lo possono rendere rigido o debole.

Già semplicemente stando in posizione eretta, il perineo viene sottoposto a carico in quanto sostiene i visceri e gli organi.

Ma può essere messo sotto ulteriore pressione in molte occasioni : starnuti, tosse (soprattutto periodi di tosse prolungata), affaticamento, fitness ad alto impatto, sedentarietà, sollevamenti di pesi, stress, trasporto di carichi…

Se è stato allenato ad essere elastico e forte non avrà problemi in queste situazioni, al contrario potrebbero insorgere vari discomfort.

Come agire? Che fare?

La tutela del pavimento pelvico passa quindi dalla capacità di conoscerlo e di attivarlo in modo efficace e automatico durante lo svolgimento delle azioni quotidiane.

Per arrivare all’attivazione automatica è fondamentale il passaggio per l’attivazione volontaria, quindi la pratica di esercizi di consapevolezza, rinforzo e rilassamento guidati da persone esperte e svolti con regolarità.

Ne consegue che la prevenzione assume un ruolo primario in questo ambito.

Iniziare a parlare, a pensare, a prendere consapevolezza e a fare esercizio per il pavimento pelvico prima di avere i problemi è di fondamentale importanza.

Molto indicati sono degli esercizi che prevedono la contrazione e il rilassamento dei muscoli del pavimento pelvico.

esercizi pav

Questi sono in grado di favorire la presa di coscienza del muscolo, di rafforzare il sistema di sostegno e di aumentare l’afflusso di sangue alla zona, con conseguente miglioramento della funzionalità.

In alcuni centri specializzati può essere utilizzata l’elettrostimolazione , che torna utile nel caso in cui i muscoli perineali non riescano ad essere contratti volontariamente e in modo adeguato. Questo percorso deve essere comunque seguito da persone esperte e affiancato ad esercizi attivi.

C’è poi il Biofeedback, che consiste nell’impiego di strumenti capaci di registrare la contrazione o il rilassamento muscolare che potrebbero essere difficili da percepire dalla donna. Il segnale viene trasformato in un segnale visivo, aiutando quindi la persona nel comprendere meglio il movimento e nella consapevolezza di tale parte.

Che aiuto ci dà la Medicina Tradizionale Cinese?

Basandosi su teorie che concepiscono l’individuo come un tutto unico, la Medicina Tradizionale Cinese si approccia alla problematica in un modo più globale.

Essa infatti, prendendo in considerazione le varie caratteristiche della persona (non solo fisiche ma anche di abitudini della vita quotidiana) non tratta solo la patologia in quanto tale, ma valuta i vari aspetti della persona stessa per approcciarsi all’individuo nella sua totalità.

L’obiettivo finale è quello di riportare ad una situazione di equilibrio con conseguente recupero dello stato di benessere e salute.
Per farlo si possono utilizzare metodi differenti che vanno dalle tecniche di agopuntura, moxibustione e auricoloterapia all’utilizzo del massaggio tradizionale cinese (Tuina) fino ad arrivare alla pratica di esercizi mirati di Qi Gong.

Tecniche quindi poco invasive che mirano a guidare la persona attraverso un processo di autoconoscenza e consapevolezza di sè, mettendo al centro il paziente in quanto parte attiva del suo stato di salute.

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