Margherita dei Prati: Benefici e Usi in Cucina

Oggi, vista la stagione in cui ci troviamo, parliamo di un fiore che tutti conosciamo…ma forse non così bene!

Vi presentiamo oggi la Margherita dei prati o Pratolina (Bellis perennis L.). della famiglia delle Asteraceae.

  • Periodo di fioritura: gennaio-dicembre
  • Parti utilizzate: rosetta basale, boccioli e fiori
  • Periodo di raccolta: primavera-estate

La pratolina è una pianta commestibile, ottima in cucina per il suo sapore leggermente acidulo e amarognolo. Si utilizzano le giovani foglie in insalate miste o zuppe, i fiori per decorare piatti e frittate, e i boccioli chiusi possono essere conservati sott’aceto come sostituti dei capperi. 

Storia, miti, leggende e usi particolari

L’impiego alimentare e medicinale di questa pianta, particolarmente diffuso in passato, è stato soppiantato da una popolarità legata esclusivamente a fattori estetici. Il termine bellis perennis, legato a bellus, “bello”, in riferimento all’armonia e alla delicata perfezione dei fiori, è un esplicito richiamo alla “bellezza perenne”.

Secondo altre interpretazioni l’etimologia del nome generico è riconducibile a bellum, “guerra”, in riferimento alle proprietà emostatiche e cicatrizzanti di questa pianta. In passato veniva utilizzata contro le infiammazioni degli occhi: tale prescrizione era in perfetta sintonia con l’antica teoria delle “segnature” che vedeva nella forma del fiore le sembianze di questo organo.

Impieghi alimentari e officinali

L’intera pianta contiene numerosi principi attivi, tra cui acidi organici (malico tartarico, ossalico e acetico), princìpi amari, saponine, flavonoidi, tracce di olio essenziale, mucillagini, sostanze tanniche e resinose.

In cucina le foglie tenere delle rosette basali, raccolte prima della formazione dello scapo fiorale, vengono mangiate crude in insalata, spesso abbinate ai fiori. i quali oltre a essere di gradevole sapore, sono ideali per decorare macedonie, dessert, gelati e dolci in genere.

Le foglie trovano impiego anche cotte, nella preparazione di zuppe e minestre o per accompagnare verdure, cereali o legumi.

I boccioli fiorali, previa scottatura in acqua e sale, vengono conservati sott’aceto e utilizzati come i capperi.

Tutta la parte aerea della pianta, raccolta ed essiccata, possiede proprietà antinfiammatorie, emostatiche, cicatrizzanti, espettoranti, depurative, diaforetiche e toniche e costituisce un efficace rimedio per trattare bronchiti, faringiti, laringiti, diarree, congiuntiviti, acne, ferite e piaghe.

Per la sua capacità di stimolare la diuresi e la funzionalità epatica, viene utilizzata (spesso abbinata a Tarassaco e Cicoria) con effetti disintossicanti, depurativi e deacidificanti.

Per uso topico, sotto forma di cataplasma, agisce come lenitivo per distorsioni, contusioni e infiammazioni della pelle e delle mucose.

Era indicata nei disturbi legati alla sfera femminile, soprattutto in caso di gonfiore al seno e congestione dell’apparato genitale.

Adesso, quando la vedrete nei prati…non vi sembrerà più la stessa pianta!

Riferimento principale:

S. Di Massimo -Ritorno alle radici

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