Piante Alimurgiche: CICERBITA- Sonchus oleraceus

L’alimurgia è il nutrirsi di prodotti selvatici edibili, all’inizio rimedio obbligato in tempi di carestie oggi invece per scopi salutistici o voluttuari.

Elaborazione Istituto Prosa

Famiglia botanica: Asteraceae (Composite). Altri nomi: sonco, crespigno, grespigno

STAGIONALITA: Primavera e autunno

DESCRIZIONE BOTANICA: Comunissima degli orti e dei luoghi coltivati, è una pianta annuale o biennale dalle caratteristiche morfologiche polimorfe a partire dal colore delle sue foglie che dal verde-grigio opaco virano verso il verde-violaceo. Le foglie lanceolate lobate frastagliate hanno una parte finale triangolare acuminata. La lamina fogliare è delicata, “molle” e la nervatura è rossastra.
La fioritura si protrae fino all’autunno, lo stelo eretto e ramificato, raccoglie tanti fiori ligulati giallo-oro. I pappi, o soffioni, una volta maturi liberano da 4500-5000 acheni per pianta. La cugina Sonchus asper, cicerbita spinosa o selvatica, si caratterizza per le foglie dai margini spinosi, fortemente dentati.

Raccolta: Si tratta di un’erba molto comune ai bordi delle strade, nei terreni lavorati, nei campi, nelle aie delle case di campagna e in generale nelle zone ruderali.

Fa parte delle erbe che si raccolgono prima della fioritura, quando la rosetta basale di foglie è più ricca, dato che all’emissione dei fusti fioriferi la maggior parte dell’energia della pianta va verso il compimento ultimo del suo progetto, cioè la fioritura per poi produrre i semi e così rinnovarsi, riprodursi e generare nuovi individui propagando la specie.

Molte sono le specie del genere Sonchus di cui 6 presenti nella flora italiana. Le due specie più comuni sono il Sonchus oleraceus e il Sonchus asper. Entrambe assomigliano ai cardi tanto che in sud Italia sono spesso chiamate Cardillo. Le foglie si inseriscono direttamente sul fusto senza picciolo, sono lanceolate e lobate e appuntite con spinette nel S. asper, mentre più tenere ,con 2-5 lobi per lato, lisce e opache in superficie quelle del S. oleraceus. Appartenenti alla famiglia delle composite o asteracee, hanno i fusti che terminano con cime corimbose che portano infiorescenze a capolino; sul ricettacolo si inseriscono infatti una moltitudine di piccolissimi fiori ligulati color giallo pallido. I frutti sono dei piccoli acheni portanti un appendice piumosa (pappo) per permettere la dispersione ad opera del vento. Come avviene spesso nelle erbe appartenenti alle asteracee, se spezziamo il fusto, le foglie, o i boccioli fiorali, notiamo uscire un latice bianco. L’idea che le piante che secernono latice siano tossiche se non velenose, è errata, basta pensare che anche la lattuga e il tarassaco lo producono.

Ricercata principalmente nel periodo invernale e di inizio primavera, quando spesso ha le foglie che virano verso il violetto, la si raccoglie tagliando col coltello alla base della rosetta, per permettere così che ricacci e per poterla raccogliere più volte

In cucina:

Questa pianta fa parte del gruppo alimentare delle “cicorie”, sono quindi piante commestibili dal gusto leggermente amarognolo. Si raccolgono le foglie e i fusti, ma soprattutto i giovani germogli (si consumano crudi o cotti) prima che crescano troppo, altrimenti sono inutilizzabili a causa del loro gusto amarissimo (in maggio sono solamente due o tre le settimane utili per la raccolta). Queste verdure sono abbinate felicemente alla ricotta affumicata oppure possono essere messe sottolio. Una ricetta prevede di scottarli in olio, vino, sale e spezie. Parente delle nostrali lattughe è un ingrediente necessario per un’ottima insalata di campo. Bisogna saper scegliere le pianticelle più tenere altrimenti si rischia di pungersi la bocca. Comune nei campi incolti o nei prati si raccoglie a primavera ed in autunno prima che cominci ad andare in seme. Viene consumata cotta, è molto ricercata per il suo sapore dolce che attenua l’amaro delle altre specie utilizzate.

Sono ottime da sole, in padella con aglio e olio, oppure per erbazzoni, pizze e calzoni, zuppe e misticanze. Si sconsiglia in genere di bollirle , per evitare di perdere nell’acqua di cottura i principi nutrivi, tuttalpiù, nel caso siano divenute coriacee, basterà sbollentarle un attimo in acqua bollente. Le foglie più tenere possono essere consumate anche in insalata, crude, da sole o preferibilmente insieme ad altre erbe. Si utilizza il miscuglio per preparare torte salate.

Proprietà: viene considerata una pianta antiflogistica (guarisce dagli stati infiammatori), diuretica (facilita il rilascio dell’urina), depurativa (facilita lo smaltimento delle impurità) e immuno-stimolante. Ha inoltre proprietà aperitive, amaricanti e stomagoghe.

CURIOSITA’: Annoverata tra le malerbe, tra le infestanti dell’orto, è una delle piante più succulente da consumare lessate. In passato si riteneva che le foglie del sonchus fossero in grado di restituire le forze. Plinio il Vecchio racconta che un piatto di cicerbite nutrì il leggendario Teseo prima che affrontasse il Minotauro, la creatura in parte uomo e in parte toro che abitava nel labirinto di Creta. Da qui nasce la credenza che la cicerbita fosse in grado di rianimare uomini e animali. E’ certo che sia una delle piante più amate dalle mucche, di cui vanno ghiotti i volatili da cortile (polli, anatre, oche) e anche le pecore. Le radici di questa pianta e di altre specie dello stesso genere (tarassaco), nei tempi passati, sono state usate torrefatte, come succedanee del caffè. Un tempo si credeva che cibarsi con questa verdura aumentasse il latte alle donne e allo stesso tempo servisse a rendere il carattere allegro. La pianta inoltre era tradizionalmente impiegata per combattere l’iperacidità gastrica e le infiammazioni intestinali.

Valore medicinale delle specie di Sonchus

Oltre alla loro importanza come colture orticole, le specie di Sonchus hanno una potenziale importanza farmaceutica. Gli effetti medicinali delle specie di Sonchus hanno una lunga storia. In Cina, il “Classico Erboristico di Shen Nong” registra l’uso di S. oleraceus e S. arvensis nella medicina tradizionale cinese più di 1800 anni fa.

Ricerche recenti hanno riportato che le specie di Sonchus possiedono potenti proprietà farmaceutiche (ad esempio epatoprotettive, antitumorali, antiossidanti, antinfiammatorie e antimicrobiche) e aiutano a prevenire la disfunzione cardiaca.[]

La sezione seguente evidenzia l’importanza farmacologica delle specie di Sonchus.

Attività antitumorale: il lupeolo da estratti etanolici di S. arvensis e S. asper ha indotto in modo significativo la differenziazione di subcloni derivati da melanoma murino B16, con elevata capacità di differenziazione (B16 2F2), indicando che il lupeolo potrebbe avere attività citostatica contro le cellule B16 2F2.

Attività antiossidante: uno studio sulle attività antiossidanti degli estratti di specie Sonchus ha rilevato un evidente potere di rimozione dei radicali ABTS+. Le specie Sonchus sono utilizzate come importante fonte di materiale antiossidante.

Effetto ansiolitico: Cardoso Vilela et al. hanno riportato l’effetto degli estratti di S. oleraceus in topi sottoposti ai test del labirinto a più piani e del campo aperto.

Attività antidiabetica: gli estratti etanolici di S. oleraceus hanno mostrato significative attività antidiabetiche in vivo. Questi risultati suggeriscono che S. oleraceus potrebbe essere utilizzato come materia prima e materiale processato per lo studio e lo sviluppo di nuovi farmaci e precursori contro il diabete.

Attività antinfiammatoria: Lu et al. hanno studiato l’attività antinfiammatoria e il meccanismo d’azione dell’estratto di S. oleraceus e hanno scoperto che alleviava il gonfiore di zampe e orecchie dei ratti e la permeabilità dei capillari sanguigni addominali.

Disfunzione cardiaca: l’estratto di S. arvensis ha indubbiamente ridotto la durata dell’aritmia indotta da cloruro di bario (BaCl2) e ridotto l’incidenza della fibrillazione ventricolare indotta da CCl4 nei ratti.

Attività antimicrobica: il nostro gruppo dimostra che l’estratto etanolico di S. brachyotus DC ha mostrato attività antimicrobica contro Escherichia coli, Enterobacter cloacae, Klebsiella pneumoniae, Salmonella enteric, Staphylococcus aureus e Micrococcus luteus; questo è particolarmente vero nel caso di E. coli.

Riferimenti:

Xiu-Mei Li & Pei-Long Yang (2018) Research progress of Sonchus species, International Journal of Food Properties, 21:1, 147-157, DOI: 10.1080/10942912.2017.1415931

https://www.pimpinella.it/it/Eventi/Grespino-o-Cicerbita-selvatica/

Lascia un commento