Questa ricerca esamina in modo sistematico il potenziale terapeutico dell’Astragalus membranaceus (Huangqi), una pianta fondamentale nella medicina tradizionale cinese, come terapia adiuvante per i principali tumori femminili: cancro al seno, all’ovaio e alla cervice.
Questa pianta è ricca di composti bioattivi, tra cui i più rilevanti sono i polisaccaridi dell’astragalo (APS) e gli astragalosidi (AST), che agiscono attraverso una vasta rete di segnalazione molecolare per sopprimere la progressione tumorale.
I tumori ginecologici e il cancro al seno rappresentano una sfida globale significativa, spesso diagnosticati in stadi avanzati e gravati da pesanti effetti collaterali dovuti ai trattamenti convenzionali.
Basi farmacologiche
Le basi farmacologiche dell’astragalo risiedono nella sua complessa composizione chimica, che include saponine triterpenoidi, flavonoidi e amminoacidi. Gli astragalosidi, estratti principalmente con solventi come n-butanolo o metanolo, includono l’astragaloside IV (AS-IV), considerato uno dei principali componenti antitumorali.
I polisaccaridi dell’astragalo sono macromolecole idrosolubili che esercitano effetti immunomodulatori, antivirali e anti-invecchiamento. Entrambi i composti mirano a processi cellulari chiave come la proliferazione, l’apoptosi, l’autofagia e la transizione epitelio-mesenchimale (EMT).
Funzionamento dell’astragalo
Nel cancro al seno, i polisaccaridi dell’astragalo attivano i macrofagi RAW264.7, aumentando la produzione di ossido nitrico (NO) e del fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α), inducendo così l’apoptosi cellulare. Ricerche innovative hanno esplorato sistemi di nano-consegna, come il “Nano Pomegranate”, per migliorare l’efficacia dei polisaccaridi dell’astragalo riducendo gli effetti avversi. I polisaccaridi dell’astragalo, in particolare l’AS-IV, sono efficaci nel invertire la chemioresistenza al paclitaxel e nel ridurre la “stemness” delle cellule staminali tumorali attraverso la modulazione delle vie Notch e PI3K/Akt/mTOR. Inoltre, l’AS-IV inibisce l’invasione e la migrazione regolando la segnalazione Vav3/Rac1/MAPK e rimodellando il metabolismo degli sfingolipidi.
Per quanto riguarda il cancro ovarico, i polisaccaridi dell’astragalo inibiscono la vitalità cellulare modulando l’asse miR-27a/FBXW7 e possono sensibilizzare le cellule staminali tumorali agli inibitori di PARP sopprimendo la mitofagia mediata dalla via PINK1/Parkin. Gli astragalosidi migliorano l’efficacia del cisplatino sottoregolando la proteina di resistenza multidroga 1 (MDR1) e le proteine regolatrici del ciclo cellulare come la ciclina D1. L’AS-IV contrasta la progressione maligna anche attraverso la soppressione dell’asse HMGB1-TLR4, promuovendo la ripolarizzazione dei macrofagi associati al tumore dallo stato M2 a quello M1.
Nel cancro della cervice, i polisaccaridi dell’astragalo mostrano la capacità di indurre l’apoptosi e inibire la resistenza al cisplatino bloccando la via Wnt/β-catenina tramite l’asse PPARD/CDC20. Gli AST inibiscono l’EMT riducendo l’espressione di TGF-β1 e aumentando i livelli di E-caderina, contrastando così l’invasività delle cellule tumorali. L’induzione dell’autofagia tramite l’aumento di Atg12 è un altro meccanismo chiave identificato negli studi proteomici sull’astragaloside IV.
Utilizzo clinico
Clinicamente, l’astragalo è ampiamente utilizzato come adiuvante per mitigare la tossicità della chemioterapia, migliorare lo stato immunitario (aumentando il rapporto CD4+/CD8+) e alleviare complicazioni comuni come fatica, nausea e vomito. La pianta mostra anche potenziali benefici in disturbi non neoplastici, come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), agendo sul metabolismo e sullo stress ossidativo.
Tuttavia, la traduzione clinica di questi composti deve affrontare ostacoli significativi.
La scarsa biodisponibilità orale e la bassa solubilità dei polisaccaridi dell’astragalo e degli astragalosidi limitano la loro efficacia in vivo. Sebbene i sistemi di nano-consegna offrano soluzioni promettenti, la complessità della formulazione e la sicurezza su larga scala richiedono ulteriori indagini.
Inoltre, la maggior parte delle evidenze attuali proviene da modelli preclinici; mancano studi clinici di alta qualità che definiscano i dosaggi ottimali e l’efficacia a lungo termine nelle diverse sottotipizzazioni molecolari dei tumori. In sintesi, l’integrazione dell’astragalo nella pratica oncologica moderna offre una razionale farmacologica solida per una medicina di precisione e integrativa, mirata a migliorare sia la prognosi che la qualità della vita delle pazienti.
Riferimenti:
Ruixin Liu et al. Mechanistic insights into the roles of astragalosides and Astragalus polysaccharides in gynecological and breast cancers (Review). Oncology Reports 55: 97, 2026
