Spesso quando ci si reca da un medico omeopata si hanno in mente diverse domande che hanno poco o nulla a che vedere con il motivo della visita e che spesso poi restano in sospeso. A queste domande altre poi se ne aggiungono mano a mano che si prende confidenza con l’omeopatia e si comincia a mostrare interesse su cosa sia. Attraverso questa rubrica cercheremo di presentare e rispondere sia al primo che al secondo tipo di domande, in modo da incuriosire sia quelli ad un primo approccio sia quelli che da tempo seguono l’omeopatia.
A curare la rubrica è un gruppo di persone appassionate della tematica, ma non medici, che per rispondere alle domande si avvale della consultazione della ricca biblioteca presente nel Poliambulatorio Prosa di Spinea. Speriamo che questo stimoli anche la vostra curiosità e vi spinga a collaborare con noi, anche solo ponendoci le vostre domande.
RIMEDIO OMEOPATICO
(definizione tratta da Dizionario Internazionale di Omeopatia , CEA)
Il termine usato comunemente e colloquialmente fra gli omeopati per indicare il medicinale omeopatico, perché comprende sia la più vasta azione riparatrice che la prescrizione si prefissa di ottenere, sia una relazione di più ampio respiro rispetto a quello cui si deve “rimediare” nel paziente (se paragonato al termine più generale “medicina” o “medicinale”). Il termine tradizionale per prescrizione omeopatica o per medicina (medicinale) omeopatica; quest’ultima è l’espressione preferita in questo dizionario e dal “British Homoeopathic Journal”.
Commento:
- Si deve distinguere tra la definizione farmaceutica e quella clinica (omeopatica) del medicinale omeopatico: nel significato farmaceutico sono medicinali preparati da varie sostanze di partenza secondo i principi e le procedure fissati nelle varie Farmacopee omeopatiche ufficiali. Tale definizione, tuttavia, non dipende dalla similitudine tra i sintomi del paziente e il quadro farmacologico del medicinale. Nel significato clinico, quindi, una medicina è veramente omeopatica solo se il quadro del medicinale corrisponde a quello clinico secondo il principio di similitudine.
- Un altro significato riferito al termine, anche se meno affidabile come definizione, è quello che considera i rimedi omeopatici come medicine utilizzate secondo i principi di Samuel Hahnemann. Dai tempi di Hahnemann, tuttavia, sono emersi altri modi di usare l’omeopatia, ad esempio la terapia di drenaggio. I rimedi complessi o le combinazioni di rimedi non sono mai stati sottoposti a proving (sebbene i componenti possano esserlo stato in modo individuale) e non possono esser quindi somministrati come simillimum. Le tinture madri sono generalmente considerate omeopatiche, ma anche esse possono non essere state sottoposte a proving e sono a volte descritte come fitoterapici; tuttavia, i processi estrattivi e i veicoli solitamente impiegati differiscono così tanto che le versioni fitoterapiche e omeopatiche della stessa specie hanno proprietà diverse.
Azione farmacologica primaria
L’impatto immediato di un farmaco sull’organismo. Se il medicinale omeopatico è il simillimum corretto, esso causerà un aggravamento transitorio dei sintomi esistenti (attraverso il suo effetto diretto), sebbene ciò possa non essere percepibile dal paziente.
Azione farmacologica secondaria
Seconda fase della risposta alla somministrazione di un medicinale omeopatico. La fase in cui comincia ad apparire l’effetto benefico (di guarigione) del medicinale, in contrasto con l’aggravamento terapeutico che può accompagnare l’azione farmacologica primaria.
