Paura e Ansia: differenti approcci delle medicine complementari

L’obiettivo di questo articolo è quello di focalizzare l’attenzione su ansia e paura cercando di chiarire di che cosa si tratta, quale valutazione ne viene data e come vengono affrontati i problemi legati a queste emozioni secondo alcuni approcci differenti.

Ci interessa accennare al senso comune dato ai due termini, dare uno sguardo al punto di vista della psicologia, e soprattutto vedere brevemente i contributi che vengono dalla cultura Dharma, dalla Medicina Tradizionale Cinese e dall’Omeopatia. L’intenzione è soltanto di sottolineare la ricchezza che viene dalle diversità, e di suscitare qualche curiosità, perché queste diversità possono avere per tutti un senso anche pratico.

Definizione di paura e ansia

Si tratta di due emozioni molto legate, ma che non sono la identica cosa. Gli umani condividono la paura con gli animali più evoluti, specie con i mammiferi, e tra le due emozioni è la più antica. Emerge in modo reale in presenza di una minaccia o di un pericolo, tangibile, ben definito. Tipicamente umana è invece l’ansia che si manifesta in presenza della percezione di minaccia, non tangibile, spesso vaga, non ben definita.

Si pensa che a concorrere allo sviluppo dell’ansia ci siano fattori ereditari, biologici (cioè quantità di neuro trasmettitori, anomala produzione e disponibilità di ormoni come la serotonina), conflitti inconsci/psicologici nati da fattori più o meno traumatizzanti, influssi culturali sui bisogni.

Ora vediamo i diversi punti di vista.

La Medicina Tradizionale Cinese (MTC)

Quanto all’approccio della MTC, ci si sofferma qui su tre punti:

1. La considerazione delle emozioni dal punto di vista energetico, cioè degli effetti sull’energia vitale (Qi)

2 Quali sono gli organi coinvolti

3. Le emozioni non sono considerate a priori positive o negative

Iniziamo dall’ultimo punto, che riguarda tutte le emozioni. Hanno effetti negativi quando sono eccessive, durature e non vengono espresse. In particolare la paura, che fa parte del nostro sistema di difesa, quando percepiamo un pericolo ci prepara a difenderci attraverso modificazioni fisiologiche attuando una reazione: o l’attacco, o la fuga, o l’immobilità (ci fingiamo morti). Una giusta dose di ansia, per esempio anticipatoria, ci può aiutare ad affrontare un impegno con più successo perché ci induce a comportamenti che lo preparano al meglio.

Quanto all’effetto delle emozioni sul qi e gli organi del corpo, possiamo dire che, quando proviamo paura, il qi si blocca e si dirige verso il basso coinvolgendo la funzione del Rene, provocando incontinenza, dolore lombare o delle ginocchia. L’indebolimento del Rene coinvolge il Cuore. E’ possibile un aiuto con la digitopressione su alcuni punti di alcuni meridiani energetici.(Per i curiosi: Rene 3 Taixi, Rene 7 Fuliu, Cuore 7 Shenmen, Pericardio 8 Laogong).

Anche l’ansia coinvolge Cuore e Rene e viene coinvolta anche l’energia mentale (detta Shen). Nell’ansia il Qi si muove in modo disordinato, anarchico, in tutte le direzioni. Anche qui è possibile la digitopressione. (per i curiosi: Ren 7 Guanyuan, Milza 6 Sanyinjiao, ancora Rene 3 e Cuore 7, Pericardio 7).

Contributo del Dharma

Si tratta di un concetto spirituale che costituisce una parte importante della cultura Buddista e Induista.

Secondo il Dharma, anche se le altre persone, la società e così via contribuiscono ai nostri problemi, non ne costituiscono la fonte più profonda. Per scoprire la radice profonda dei nostri problemi dobbiamo guardare dentro noi stessi. Dunque questo contributo ci invita all’ascolto della nostra realtà, in questo caso della nostra ansia, per diventarne consapevoli, evitando di controllare il dato effettivo raccontandoci come lo vogliamo o fuggendo. Non è facile, e c’è bisogno di allenare il nostro atteggiamento a partire da esperienze piccole che non ci turbano, a partire dal nostro camminare, dal nostro respirare, dal nostro interloquire con altri, ecc., cose che facciamo ma di cui abbiamo una consapevolezza superficiale, quasi lontana, di cui non siamo veramente consapevoli, perché vissute superficialmente.

Obiettivo a lungo termine è diventare capaci di guardare a questa nostra grossa realtà che è l’ansia come dato reale, senza aggiungere ansia, senza giudicarci. Il riconoscerci con questo dato senza rifiutarlo (lo caccio) senza farci definire da esso ( io sono così, sono ansioso e non c’è nulla da fare) ha il potere di cambiare il nostro potere con esso.

Fin qui solo un brevissimo accenno con la pretesa solo di stuzzicare la curiosità, di segnalare una realtà culturale importante.

Omeopatia

Venendo infine all’approccio omeopatico prendiamo il contributo di Pommier su Dizionario Omeopatico d’Emergenza. Vi si elenca, alla voce paura, una serie di altre voci cui rimanda, e che sono: agorafobia, trac (espressione che indica il timor panico angoscioso che può improvvisamente assalire chi sta per iniziare un’azione o un’attività nuova, affrontare una situazione impegnativa, prendere una risoluzione), paura di intervento, temporale, terrore notturno, idrofobia, e per ogni voce c’è l’indicazione di rimedi.

I rimedi più indicati sono :

Aconitum napellus per: agorafobia, trac, diarrea emotiva.

Argentum nitricum per agorafobia, trac, diarrea emotiva,

Ignatia per trac (con nodo alla gola), paura di intervento, pollachiuria, tremore

Gelsemium per agorafobia, trac, diarrea emotiva pollachiuria (minzioni frequenti), tremore.

Sempre utilizzando la stessa fonte per i rimedi validi per l’ansia ritroviamo gli stessi indicati per la paura ai quali si aggiungono alcuni:

Arsenicum album

Phosphoricum acidum

Tilia tomentosa Macerato Glicerico

E’ curioso come, a volte cambiando il punto di vista, si riesca a guardare alla stessa problematica con occhi diversi, aiutandoci a trovare soluzioni differenti e magari più adatte a noi.

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