La fecondazione in vitro (IVF) è un’opzione per le coppie che non possono avere un figlio in modo convenzionale.
Purtroppo però, questo non significa che la fecondazione in vitro abbia sempre successo. Sebbene possa portare a una gravidanza, si stima infatti che i tassi di successo siano ben al di sotto del 50% a livello globale.
Inoltre è una procedura che prevede rischi quali l’ aborto spontaneo, la gravidanza ectopica e la sindrome da iperstimolazione ovarica.
Pertanto può esserci differenza tra i tassi di fecondazione e i tassi di nati vivi.
Una nuova ricerca suggerisce che l’agopuntura possa aiutare le donne sottoposte a fecondazione in vitro a rimanere incinte e a concepire un figlio con percentuali più elevate rispetto alle donne che non ricevono agopuntura.
Nello studio di revisione, pubblicato in Archives of Gynecology and Obstetrics, i ricercatori hanno analizzato 25 studi che hanno coinvolto un totale di 4.757 pazienti.
Gli esiti delle gravidanze valutati negli studi erano: la percentuale di gravidanza clinica e la percentuale di natalità viva.
I risultati dell’analisi hanno mostrato che la gravidanza clinica era significativamente più alto nei gruppi trattati anche con l’agopuntura rispetto ai gruppi di controllo (43,6% contro 33,2%), e anche la percentuale di nati vivi era stesso modo significativamente più alta nel gruppo di agopuntura rispetto ai gruppi di controllo (38,0% contro 28,7%).
Secondo gli autori della revisione, “Si ottengono effetti positivi sui risultati della fecondazione in vitro anche utilizzando metodi di agopuntura differenti tra loro (agopuntura manuale, agopuntura elettrica
agopuntura e stimolazione elettrica transcutanea dei punti terapeutici), tempi differenti (prima o durante
il momento dell’iperstimolazione ovarica controllata e intorno al momento del trasferimento dell’embrione) e cicli di durata differente (almeno 4 sedute e meno di 4 sedute).“
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