Bonomo et al. Acupuncture for (Chemo)Radiotherapy – Related Dysphagia in Patients with Head and Neck Squamous Cell Carcinoma (HNSCC): A Randomized Phase 2 Study. International Journal of Radiation Oncology
Per i pazienti con carcinoma squamo-cellulare della testa e del collo, c’è spesso un’esigenza insoddisfatta cioè quella di limitare il peso soggettivo della disfagia, un disturbo la cui comparsa è piuttosto comune durante la chemio-radioterapia, in modo da prevenire l’insorgenza di una grave malnutrizione. L’agopuntura, una tecnica della medicina tradizionale cinese con crescente indicazioni per la gestione dei sintomi in oncologia, è spesso selezionata per trattare questo disturbo.
Gli autori di questa ricerca hanno progettato uno studio multicentrico randomizzato di fase II (NCT05143268) per testare l’ipotesi che l’agopuntura possa attenuare la disfagia riferita dal paziente, nei soggetti sottoposti a chemio-radioterapia curativa per il trattamento del carcinoma squamo-cellulare della testa e del collo.
Recentemente questo studio è stato presentato al Congresso mondiale dedicato alla radioterapia oncologica – l’Annual Meeting dell’American Society for Radiation Oncology – ASTRO, tenutosi a Washington, dal 29 settembre al 2 ottobre scorso, ricevendo una particolare attenzione.
Lo studio si è focalizzato sulla gestione della disfagia e della tossicità sovente associate ai trattamenti per questo tipo di tumori. In alcuni pazienti i sintomi perdurano addirittura oltre la fine del trattamento. La disfagia, in particolare, rappresenta un fattore chiave di deterioramento clinico e malnutrizione, fenomeno che persiste nonostante l’adozione di strategie di supporto, quali esercizi preventivi di deglutizione e piani nutrizionali dedicati.
Nonostante i trattamenti radioterapici abbiano mostrato risultati promettenti nel miglioramento della funzione deglutitoria, l’esigenza di un approccio meno invasivo e di cura degli effetti collaterali del paziente si sta sempre più affermando come imprescindibile.
Negli ultimi anni si è assistito, a livello mondiale, ad un progressivo interesse nei confronti della ”Oncologia Integrata“, ovvero dell’impiego di diverse medicina complementari in parallelo alla medicina convenzionale nella cura del cancro. L’agopuntura rappresenta la più nota ed applicata tecnica di medicina cinese tradizionale: secondo diverse linee guida, il suo impiego è supportato da evidenze e risulta utile per coadiuvare il trattamento degli effetti collaterali indotti da alcuni tipi di trattamenti sistemici, quali, ad esempio, l’artralgia, il dolore neoplastico diffuso, la nausea, le vampate, la neuropatia periferica e la fatigue e gli effetti collaterali indotti dalla chemio-radioterapia.
Lo studio presentato è focalizzato sull’integrazione dell’agopuntura in associazione alla chemio-radioterapia per la gestione della disfagia, dimostrando che un ciclo di 11 settimane di agopuntura, somministrato in concomitanza con il trattamento radioterapico, è risultato sicuro, portando a un miglioramento della qualità di vita dei pazienti, con particolare riferimento alla loro capacità di deglutizione. Nel gruppo trattato con agopuntura, sono state eseguite 11 sessioni settimanali di agopuntura da un agopuntore certificato, iniziando 2 settimane prima della chemio-radioterapia (della durata di 7 settimane complessive) fino a 2 settimane dopo il suo completamento.
Da giugno 2021 a novembre 2023, sono stati arruolati 91 pazienti (gruppo Agopuntura (A) = 44 e gruppo Controllo (B) = 47) da 6 centri, con un’età media di 69 anni (48-84). La maggior parte aveva un tumore primario dell’orofaringe (77%), di cui il 72,8% era HPV positivo, e ha ricevuto la chemio-radioterapia a base di cisplatino (76%). L’irradiazione bilaterale del collo è stata somministrata nell’89% dei casi. Nel gruppo Agopuntura, la compliance dell’agopuntura è stata soddisfacente, con il 68% dei pazienti sottoposti a > 75% delle sessioni di agopuntura. Non sono stati segnalati effetti collaterali correlati all’agopuntura. La disfagia moderata-grave (> G2) non è risultata diversa tra i due bracci (rispettivamente 53% vs 47%; P < 0,87). Per quanto riguarda l’endpoint primario, non è stata osservata alcuna differenza 2 settimane dopo la chemio-radioterapia tra i due bracci (punteggio composito MDADI medio di 72,1, SD = 17,2 e 67,4, SD = 20,7, rispettivamente nei bracci A e B). È stata osservata una percentuale maggiore di punteggio globale MDADI di 4-5 nel braccio A (56,4%) rispetto al braccio B (29,7%; P = 0,023). Nel tempo, il cambiamento riferito dai pazienti nella gravità dei domini QLQ-HN43 come secchezza delle fauci, alimentazione sociale e deglutizione ha favorito il braccio A rispetto al braccio B (rispettivamente P = 0,091, P = 0,002 e P = 0,052).
Conclusioni: I risultati di questo studio suggeriscono che l’agopuntura può contribuire in modo sicuro ad attenuare la disfunzione della deglutizione riferita dai pazienti durante la chemio-radioterapia.
