La musica: ingredienti di terapia emotiva!

Di musica fruiamo tutti i giorni.

Alla radio, alla TV, al supermercato, in macchina, sul treno…ma spesso non ci accorgiamo nemmeno del sottofondo o non ci prestiamo attenzione.

Sappiamo o abbiamo sentito dire spesso che la musica scatena emozioni, ma non ci facciamo mai veramente così caso, a meno che non decidiamo di metter su ‘proprio’ quella canzone perchè ci fa stare bene o è perfetta per lo status mentale in cui siamo.

Tra i suggerimenti dello Yang Sheng (quindi parliamo di secoli…tanti secoli fa!) per calmare la mente, e poter fronteggiare anche le situazioni più spinose, si consiglia l’ascolto della musica o la pratica di uno strumento musicale. Questo perchè, come in ogni arte, la musica riesce a comunicare con la nostra parte più interiore.

Ci sono molti studi recenti in questo senso, sull’utilizzo musicale anche a fini strettamente terapeutici, che ci dimostrano che certi consigli non sono solo ‘antica filosofia’ spiccia, ma hanno una stretta corelazione con la realtà.

Riportiamo qui un estratto di una ricerca sistematica sull’utilizzo della musica nella regolazione delle emozioni, dove le persone coinvolte vengono mantenute in un confortevole stato di eccitazione emotiva, grazie all’ascolto e produzione musicale. La correlazione neurale sottostante questo meccanismo di regolazione, suggerisce un’interazione tra aree di controllo cognitivo e aree coinvolte nella reattività emotiva.

Gli obiettivi di questa revisione sistematica dovevano esplorare e sintetizzare ciò che è noto su come la musica e le esperienze musicali influenzano le strutture neurali implicate nella regolazione emotiva, considerandone le implicazioni cliniche per strutturare stimoli musicali finalizzati a questo scopo.
Dai risultati si è visto come esistano alcune caratteristiche musicali ed esperienze che possono produrre attivazione neurale desiderata o indesiderata . I modelli di attivazione desiderati (positivi) si sono verificati quando
i pazienti hanno potuto ascoltare la loro musica preferita o che era loro familiare, quando cantavano e (nei musicisti)
quando improvvisavano
. Gli effetti di attivazione emotiva indesiderata invece (quindi con emozioni negative) si verificavano con l’introduzione di complessità, dissonanze ed eventi musicali inaspettati.

E’ molto interessante vedere come la musica abbia il potere di muovere le nostre emozioni da un polo ad un altro, caratteristica che viene sfruttata al massimo nelle colonne sonore dei film o nel marketing pubblicitario.

Vista la sua capacità di ‘guarire’ l’umore, migliorarci la giornata e calmare i pensieri…forse varrebbe la pena prestare più attenzione la prossima volta che accendiamo la radio!! 🙂

Per lo studio originale clicca qui

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