Trentino Alto Adige: piante medicinali a rischio…

In tutto il mondo, le regioni montuose sono riconosciute per essere i punti caldi della diversità delle specie etnofarmacologicamente rilevanti. In Alto Adige, grazie all’elevata diversità vegetale della regione, è fiorita una grande conoscenza botanica tradizionale delle piante medicinali, che fa risalire la sua storia alla preistoria. Tuttavia, i cambiamenti nella vita e nella cultura rurali stanno minacciando sia la biodiversità che il patrimonio culturale.

Questo studio che riportiamo, è stato fatto per raccogliere e analizzare informazioni sulle piante autoctone del Trentino utilizzate nella medicina popolare tradizionale, concentrandosi sulla necessità della conservazione della biodiversità del territorio.

I dati sono stati raccolti attraverso una revisione del materiale pubblicato che documenta le piante officinali tradizionalmente utilizzate dell’Alto Adige al fine di cogliere la totale diversità delle piante e il loro utilizzo di cui sono stati valutati diversi parametri.

Il risultato ha portato ad identificare un totale di 276 specie di piante medicinali tra cui le più frequentemente citate erano l’ Hypericum perforatum L., Urtica dioica L. e Plantago lanceolata L. Le piante identificate sono utili soprattutto in problemi dei sistemi digestivo e respiratorio e nelle malattie della pelle.

Ventisette di queste piante sono però a rischio d’estizione, con sedici non protette e due già estinte.

Tra le 59 specie prevalentemente alpine, 11 sono limitate alle alte quote delle Alpi e possono essere minacciate dal riscaldamento globale.

In conclusione vediamo come la ricchezza etnobotanica dell’Alto Adige sia tra le più elevate d’Italia e di tutto l’arco alpino. Tuttavia, è evidente che la biodiversità e la conoscenza tradizionale sono state intaccate e questo mette a rischio un enorme patrimonio culturale e naturale che sarebbe invece utilissimo.

Magari, visto che per molte cose stiamo tornando alle antiche tradizioni…c’è speranza anche di recuperare il nostro ‘sapere perduto’!

Per lo studio originale clicca qui

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...